Dodicesima ed ultima lezione di Magia. Con il mito e poi il rito, esito riuscito (parte terza)

Prima del video…….

Terminiamo il nostro cerchio mantenendo come esempio sempre l’obiettivo del superamento dell’esame, argomento avviato proprio qui.

Tracciamo il cerchio sul pavimento con un gesso o con un nastro o con qualsiasi cosa desideriamo, anche dei piccoli sassi uno in fila all’altro. Lasciamo il cerchio aperto finchè non avremo posizionato tutto all’interno e siamo sicuri che non ci manca nulla, quando tutto sarà pronto entreremo, lo chiuderemo, e pronunceremo la formula di inizio senza più uscire fino alla fine.

Tutto ciò che usiamo va prima consacrato. La consacrazione è l’atto di comunicare agli oggetti l’intento che, da quel momento in poi, saranno al nostro servizio, infondiamo ad essi la nostra Energia, amandoli e ringraziandoli.

Evidenziamo i quattro punti cardinali posizionando in ogni punto l’elemento che li rappresenta, es:

una ciotola con del terriccio per il Nord, o tutto ciò che ha diretto contatto con la terra nuda, come radici, o semi ecc.

un incenso per l’Est

una candela per il Sud

una ciotola con dell’acqua per l’Ovest, o una bottiglietta sulla quale avremo scritto la parola di rappresentanza dell’obiettivo, esempio: “diploma”.

inoltre qualsiasi immagine che corrisponda ai quattro elementi.

Lungo la circonferenza possiamo posizionare oggetti che ci ricordano il superamento di un ostacolo che abbiamo vinto in passato, porta fortuna, amuleti o quant’altro, ogni oggetto deve essere rappresentativo dell’obiettivo.

All’interno del cerchio mettiamo la rappresentazione dell’altare, che può essere un tavolino basso come quelli giapponesi, oppure anche solo una tovaglietta, meglio se ciò che usiamo è in materiale naturale. Sull’altare ho già accennato cosa possiamo mettere, la candela bianca e quella nera, tutte le essenze a cui ci rivolgiamo quando in genere ne abbiamo bisogno, ognuno ha le sue preferenze, qualcuno potrebbe preferire l’immagine di un particolare Dio, anticamente si onoravano tanti Dei, esistono di derivazione celtica, egiziana, greca ecc., in questo caso potrebbe essere Apollo, Dio delle arti e della conoscenza, o Ermes, Dio della comunicazione, del linguaggio e della conoscenza. Possiamo aggiungere statuette rappresentative, sacchettini ripieni di erbe, cristalli, (in rete se ne trovano di ogni sorta, adatti a tutti gli scopi), piccoli oggetti trovati o a cui siamo affettivamente legati, simboli.

Anche per quanto riguarda i simboli la rete ne fornisce una vasta scelta provenienti da diverse culture, è ovvio che poi starà ad ognuno di noi appassionarsi maggiormente ad uno piuttosto che ad un altro, ciò avviene con la pratica. In questo caso potrebbero essere l’Occhio di Horus o anche il Tri-Skell. Per i simboli vanno benissimo le immagini per cominciare, più avanti ci forniremo di quelli in materiale naturale o pregiato. Possiamo poi aggiungere oggetti porta fortuna come una coccinella, un ferro di cavallo, un quadrifoglio ecc.

Potremmo bruciare della salvia in un braciere per purificare lo spazio interno al cerchio.

Procederemo con la formula d’apertura alimentando il sentimento dell’Amore dentro di noi, esprimeremo il nostro intento, come da articolo precedente, mantenendo viva la sensazione dell’esito già riuscito, pronunceremo il prezzo che pagheremo una volta materializzato l’obiettivo, dopo di che ringrazieremo tutte le essenze, i simboli, gli Dei, e quant’altro abbiamo chiamato in nostro aiuto. Ci raccoglieremo qualche minuto nel nostro silenzio immaginandoci come saremo e cosa faremo una volta raggiunto lo scopo. Per finire, pronunceremo la formula di chiusura e il nostro rituale sarà terminato.

Spegniamo tutto ciò che abbiamo acceso o bruciato e disfiamo il cerchio.

Alla composizione procediamo in senso orario, al disfacimento in senso antiorario.

Deponiamo l’oggettistica in un contenitore apposito che terremo sempre custodito e appartato, lontano anche dagli sguardi altrui.

Prima di procedere ad un rituale è doveroso purificarsi esternamente con una doccia o un bagno, si possono usare erbe o saponi naturali, sale, oli essenziali. Durante il bagno approfittiamo del tempo per purificarci anche internamente, allontanando qualsiasi pensiero negativo, possiamo aiutarci con mantra o preghiere.

Ricordo che per me la Magia non si trova specificatamente nella ritualità, ma dentro di noi, il rito è solo un modo per potenziare l’Energia vitale che già possediamo. Essa è un potenziale che ci appartiene e che dobbiamo solo reimparare a mettere in pratica, se la scenografia creata può esserci utile ben venga, ma allontaniamo da noi l’idea che senza la sua messa in opera non potremmo ottenere i nostri obiettivi.

La Magia è un insieme di possibilità naturali che appartengono all’essere umano come il pensiero, come il movimento, possiamo ottenere ciò che vogliamo allo stesso modo di come possiamo vedere, sentire o toccare, basta solo convincersene fermamente, perché qui sulla Terra ne abbiamo dimenticato l’uso corretto.

 

 

 

 

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