Undicesima lezione di Magia. Con il mito, e poi il rito, esito riuscito (parte seconda)

Prima del video…….

Nella prima parte dell’articolo, proprio qui, abbiamo visto come una Magia possa avvenire anche solo pensando con intenzione a ciò che vorremmo, purtroppo però non è così facile per noi, umanità dell’Era del ferro, credere fermamente in questa nostra peculiarità naturale. Per aiutarci quindi a potenziare l’Energia e a contare più fermamente su noi stessi, è possibile correlare l’intento di mezzi atti allo scopo, e inserire l’intenzione in uno spettacolo comprendente preghiere, invocazioni, parole, simboli, raffigurazioni, oggettistica, che ci portino in uno stato di alte frequenze vibrazionali fissando l’obiettivo.

Ovviamente mi riferisco alle basi di un inizio destinato a chi non conosce nulla a riguardo, se  si vuole cominciare ad intraprendere la pratica, da qualche parte occorre pur dare l’avvio, poi l’esperienza farà il resto, teniamo conto comunque del fatto che

il Mago non è nulla di soprannaturale, è solo un operatore energetico che sa canalizzare l’Energia universale e portarla nel rito.

Gli atti magici sono l’esplicazione dei poteri dell’uomo sulla natura visibile e invisibile, io mi riferirò solo a quella parte della Magia che si definisce Bianca, cioè quella a cui il Mago Bianco si indirizza, dopo aver lavorato su di se, e aver fatto dell’Amore la propria filosofia di vita, solo in questo caso i rituali non attireranno frequenze negative, lascio la Magia Nera, di cui io non mi intendo, a chi sa come condurla.

La Magia è una cosa seria, è l’arte per eccellenza, è la capacità creativa dell’uomo che penetra il proprio Se superiore, insegna ad influenzare gli eventi e a dominare i fenomeni fisici con la volontà, l’intenzione e l’Energia, ma per evitare influenze e ritorsioni da parte di essenze che non conosciamo, essa deve essere sempre affiancata al divino.

Agire sulla natura e sugli eventi del mondo delle forme con Amore, rispetto, e responsabilità, è una possibilità che abbiamo tutti, e può portarci a condurre la vita terrena come la desideriamo, senza danneggiare nessuno.

Agire, con la propria ordinanza, su un altro essere vivente dotato di libero arbitrio, a sua insaputa, è abuso di potere e lo si paga sempre, spesso duramente. Mai indurre una persona a comportarsi come noi vorremmo, per mezzo della nostra Magia, ciò che può tornare indietro solo Dio lo sa.

Teniamo presente che, quando creiamo un rituale, apriamo un canale tra noi e i mondi sottili dove vivono essenze potenti, in esso si inseriscono frequenze di ogni sorta, occorre quindi che il Mago vibri d’Amore dal proprio cuore, perché le frequenze negative non possano colpirlo in quanto essendo diverse non collimano.

 

Veniamo ora alla pratica.

Decidiamo di comporre un rituale per ottenere un intento, supponiamo che sia il superamento di un esame.

Per prima cosa dobbiamo sapere di aver già fatto il nostro possibile per ottenere l’obiettivo, sia nel comportamento che nel modo di pensare, cioè dobbiamo, per quanto possibile, averci messo l’azione dedicata, perché non siamo ancora in grado di fare miracoli, e perché se continuiamo a pensare che tanto non c’è nulla da fare, sarà quello il messaggio che abbiamo già stramandato nell’Universo.

Creiamo, sul pavimento, nel giardino, in un bosco, o ovunque riteniamo opportuno, un cerchio nel quale dovremo entrare. Il cerchio è una figura geometrica sacra, perché tutto si esprime con un movimento a spirale nell’Universo, che di conseguenza è florido di cerchi di ogni misura.

Il cerchio rappresenta l’isola protetta ed esclusiva del nostro rito, dovrà essere abbastanza grande da contenerci in piedi, se il rito è semplice e breve, o seduti se è più articolato e lungo.

Il cerchio si può tracciare con ciò che si preferisce, con il gesso, con uno spago, con un nastro, con oggetti uno in fila all’altro.

Dovrà poi contenere l’altare, anche solo un drappo di rappresentanza, sul quale poseremo tutto ciò che ci serve.

Uno dei vari sistemi per progettare il cerchio:

rilevare lungo il nastro i quattro punti cardinali rispettando la loro posizione nella realtà, posizionando in ogni punto qualcosa che li rappresenti (poi vedremo cosa), lungo il percorso del cerchio possiamo posizionare oggetti che richiamino la nostra determinazione al superamento dell’esame, la memoria, la capacità d’espressione, la ricchezza di vocaboli, l’istruzione ecc., mettiamoli qui e la, non importa in quale punto del cerchio.

Sull’altare possiamo mettere l’effige del nostro Spirito Guida, del Santo, degli Angeli, degli Dei in cui crediamo, una candela bianca che simboleggia la purezza, l’infinito, la Luce, l’Energia cosmica, ed una nera che simboleggia la protezione da tutte le negatività. Inoltre tutto ciò che per noi è importante, come la rappresentazione di un animale di potere se ce l’abbiamo, un animale dotato di formidabile memoria come l’elefante, o qualsiasi animale dotato delle qualità che ci interessano. Simboli che rispondono alle nostre necessità, su internet si trovano moltissimi consigli con immagini inerenti, che possiamo riprodurre su carta come siamo capaci, anche se non ci viene perfetto va bene lo stesso, rappresenterà sempre ciò che noi vogliamo che rappresenti. Per finire possiamo aggiungere amuleti o talismani che possediamo e che riteniamo ci portino fortuna, ed anche numeri sacri, vari siti sulla numerologia ci vengono in aiuto per decidere quali usare e in quale caso.

Dopo aver allestito il cerchio(entrare ed uscire dal cerchio durante la preparazione non comporta dissacrazione), purifichiamo il nostro essere con l’immaginazione, tutte le negatività escono e tutto l’Amore universale entra in noi e ci energizza e corrobora, eliminiamo tutti i pensieri che non riguardano il contesto, puliamo la mente, liberiamoci da qualsiasi preoccupazione o disagio che riguardi la nostra vita, abbandoniamoci completamente alla nostra creazione nel qui ed ora, poi entriamo nel cerchio e non ne usciremo più fino alla fine del rito.

Recitiamo la prima formula di apertura del rito.

La formula può essere atavica, creata da antichi Maestri, se ne possono trovare diverse su vari libri di Magia, (siate sicuri che non state evocando un demone, non fidatevi troppo) o può essere creata da noi stessi, in pratica il senso è questo:

“In questo cerchio di potere decido che il mio intento sia realizzato, chiamo a me le forze della Luce, amorevoli e compassionevoli, perché mi diano la forza di veder già fatto ciò che voglio, che il mio Amore sia lo scudo di protezione a qualsiasi frequenza negativa. Guardiani del nord, dell’est, del sud e dell’ovest, guidate la mia opera. In cambio dono la mia Energia d’Amore perché serva e nutra tutte le essenze che mi sono d’aiuto in questa esecuzione. Grazie.”

Posiamo a terra la mano che per noi è quella più usata, cioè quella del nostro potere, e diciamo:

“Di sopra e di sotto questo cerchio è chiuso, e nulla può entrare che io non voglia”.

Una volta fatto questo ci raccogliamo e pensiamo, o esprimiamo a voce alta, il nostro intento come fosse già avvenuto, facciamo il possibile per immedesimarci, provarne l’emozione, la felicità, come se davvero stessimo vivendo quel momento fantastico. Es:

“Ho superato brillantemente l’esame, sono felice, mi hanno fatto i complimenti per la ricchezza di esposizione, la mia famiglia è contenta, sono contornata da successo, mi godo questo momento nella gioia. In cambio di questo dono, faccio….”

Ricordiamoci di pagare sempre il prezzo, una parte di quanto ricevuto deve servire per fare un dono ad altri, un Mago sa che non può arricchirsi di nulla se non arricchisce anche qualcun altro, questa è una legge universale contro la quale consiglio di non andare.

Dopo di che, ringraziamo tutte le figure che abbiamo chiamato in aiuto, compresi gli Spiriti dei punti cardinali, e prima di uscire chiudiamo il cerchio con una piccola formula di chiusura, es:

“Benedico questo cerchio e lo chiudo, che esso trattenga l’Amore e la dedizione che possano servire da potenziamento alla mia Magia. Rimango protetta dalla sua sacralità e nessuno che io non voglia possa mai oltrepassare il suo confine”.

Mi inchino a mani giunte in segno di adorazione e ringrazio. Solo a questo punto posso uscire.

Per le formule consiglio di prendere solo uno spunto, è molto meglio se ognuno crea le proprie, in ogni rito ci deve essere la nostra creatività, almeno fino a quando non si arriva a livelli veramente alti, in cui si eseguono rituali già preconfezionati ad arte, con l’uso di correlazioni prefissate.

Esempi di oggettistica per l’esecuzione del cerchio:

Ogni punto cardinale è simboleggiato da uno dei 4 elementi naturali Nord-Terra, Est- Aria, Sud – Fuoco, Ovest – Acqua, più un quinto elemento simboleggiato dalla spiritualità del rito stesso che è l’Etere.

Su ogni punto quindi possiamo mettere qualcosa che rappresenti l’elemento, per ora lascio a voi la fantasia. Si possono poi mettere sul percorso del cerchio rappresentazioni varie di animali, i peli di un animale intelligente come il gatto, le piume di un uccello, ovviamente trovate e non strappate all’animale, oppure delle foto…vedete voi. E ancora, l’Angelo Custode o Arcangeli o oggetti inerenti all’intento, in questo caso la foto di una persona che esulta, un libro, la foto di una commissione d’esame ecc., (non induciamo la commissione ad apprezzarci, lavoriamo solo su di noi), candele accese sulle quali abbiamo inciso parole di coraggio, superamento, gioia, per quanto riguarda i colori poi ci sono tante indicazioni, ma alla fine ogni colore possiede un’Energia propria in accordo con pianeti, essenze divine, stati d’animo, anche per questo trovate tanti consigli in rete, ma come sempre è importante il valore che gli diamo, i più necessari sono il bianco e il nero.

Ricordiamoci sempre che la potenza siamo noi, qualsiasi decisione spetta a noi, siamo noi i divini in quanto scintille della fiamma, la cosa principale da tenere presente è la fede in noi stessi, crediamo fermamente che il potenziale ci appartiene e che possiamo realizzare molte delle cose che vogliamo, solo così il rituale avrà uno scopo e una riuscita.

Nella terza ed ultima parte darò qualche indicazione in più sull’oggettistica.

Buon lavoro e ottimi risultati.

 

 

 

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