Messaggi ignorati

Prima del video…….

Sono stata battezzata, ho studiato Catechismo, ho fatto la Prima Comunione e la Cresima come una brava bambina diligente.

Ho imparato che c’è un Dio che sta nel regno dei cieli. Da bimba lo vedevo come un vecchio signore con la barba bianca seduto su un trono in mezzo alle nuvole, poi, più grande, ho sostituito la visione con l’occhio che tutto vede.

Egli mi amava incondizionatamente, ma dovevo osservare i 10 Comandamenti, in caso contrario sarei andata all’inferno. Un amore incondizionato molto strano, ma si sa, per fede devi accettare anche ciò che non comprendi.  In casa mia si viveva secondo questi dettami, come a scuola e come in chiesa ogni domenica mattina. A Natale si faceva il presepe, era bello ricostruire la natività di Gesù cercando di raffigurare l’ambientazione con cura e raffinato gusto. In verità è ancora bello, ma ora lo apprezzo in quanto opera artistica, con un valore del tutto diverso.

Gesù è una cultura antica, contenente princìpi di tutto rispetto.

Le civiltà antiche usavano personificare gli astri divinizzandoli,  raffigurandoli con dipinti e sculture, dando loro forme diverse di persone, animali, a volte mostri. Il racconto del presepe, cioè della nascita di Gesù, non è altro che la parodia di ciò che ogni anno, il 25 dicembre, accade nell’Universo.

La stella Sirio, la più luminosa, vista dalla Terra ad occhio nudo, nel solo modo possibile nell’antichità, il 24/12 si allinea con tre brillanti stelle della Cintura di Orione denominate “I tre Re”, le tre stelle apparivano come una coda di Sirio. Così nacquero la stella cometa e i re magi. Con un pò di fantasia si aggiunsero caratteristici particolari.

La storia della natività fu adottata, allo stesso modo, molto prima della venuta di Gesù sulla Terra, per la nascita del Dio egizio Horus, del Dio persiano Mitra, di  quello indiano Krisna e di tanti altri Dei nelle varie civiltà.

Il 22 dicembre di ogni anno gli uomini vedevano il Sole completare il suo viaggio in prossimità della costellazione denominata “La Croce del Sud”, dove pareva fermarsi per tre giorni. Dopo di che lo si poteva osservare ricominciare la sua lenta corsa, spostandosi verso nord, annunciando giorni più lunghi e iniziando il cammino verso una nuova primavera. Fu scritto: “Il Sole morì sulla croce, rimase morto per tre giorni e poi risorse”.

Gesù era la divinità del Sole, che gli antichi, conoscitori assoluti dell’Universo, adoravano in quanto fonte di vita. Era una figura mitologica che è stata cristianizzata allo scopo di ottenere il controllo sociale, scopo per il quale venne sparso molto sangue, terribili crimini furono giustificati in nome di un obiettivo divino che ha reso più potenti coloro che hanno sempre saputo la verità.

L’umanità è gestita da un’organizzazione a piramide, sulla vetta della quale stanno le persone che non appaiono, ma che lavorano in silenzio da anni per mantenerci in uno stato di schiavitù costante. Non è cambiato nulla da quando gli schiavi egizi costruivano i palazzi dei regnanti sotto le frustate, anzi allora era meglio, con tutto il rispetto per il loro dolore, ma almeno l’aguzzino lo avevi davanti, sapevi cosa ti aspettava. Ci hanno fatto credere alla fine della schiavitù dei neri africani in quanto anticostituzionale, in verità stavano già progettando un nuovo sistema occulto e subdolo per rendere schiava l’umanità intera e ci sono riusciti. E’ infatti molto difficile oggi rendersi conto di vivere una situazione di sottomissione e di dominazione assoluta, perchè hanno agito sulla nostra mente, non più con la forza, quindi non ci accorgiamo di provare lo stesso dolore già sperimentato dagli schiavi precedenti. Questo è il progresso. Quale altissimo prezzo stiamo pagando per goderne!

Illustri studiosi, scrittori, artisti, in passato, hanno tentato di informarci e svegliarci dallo stato di torpore, dato da una cultura e da un’educazione guidate. Platone, Plotino, Pitagora, Dante, Leonardo da Vinci, sono solo alcuni di loro che ci hanno lanciato messaggi nascosti nei loro scritti, nei loro dipinti, nelle loro opere. Si trattava di comunicati sotto forma di metafora o machiavellici concetti di non facile comprensione, questo perchè sapevano bene di non essere creduti da tutti e quindi di rischiare l’emarginazione, ma soprattutto temevano la persecuzione. Molti furono i braccati, torturati, alcuni uccisi barbaramente. Galileo Galilei, fisico, astronomo, filosofo e matematico, asseriva, tra le altre cose, che gli astri girano intorno al Sole e determinano le scelte dell’uomo, fu accusato di eresia dall’Inquisizione, processato e condannato, finchè, per aver salva la vita, fu costretto ad abiurare. Tommaso Campanella, frate domenicano, teologo, filosofo e poeta, una delle sue asserzioni consisteva nel fatto che la materia conosce, sente e risponde, subì 5 processi e scontò 27 anni di carcere a Napoli. Giordano Bruno, frate domenicano, filosofo e scrittore, sostenitore dell’Universo infinito fatto d’infiniti mondi, vedeva Dio e natura come un’unica realtà, insofferente all’osservanza dei dogmi, fu perseguitato per anni, vagò sempre in fuga tra Italia, Svizzera, Francia, Inghilterra, finchè fu processato e dopo anni di carcere fu arso vivo in un rogo in piazza Campo de’ Fiori in Roma.

Poi vennero le favole. Biancaneve, dei fratelli Grimm, non è altro che la ricostruzione dell’esistenza della nostra energia interna( Kundalini in sanscrito ) e dei sette chakra principali. La narrazione volge infatti al ricongiungimento dell’una con gli altri perchè non possono rimanere divisi. Il distacco è indotto da una maga nera, che qui rappresenta la materia, e a salvare la situazione è il famoso principe azzurro, ricorrente in molte fiabe, che rappresenta la spiritualità ritrovata, azzurro appunto a ricordare il colore del cielo.

La Bella addormentata nel bosco di Perrault ci mostra un’umanità addormentata per opera di un maleficio, ciò che accade da tempo all’umanità per un incantesimo ancora operante.  Chi riporterà la vita nel villaggio sarà, ancora una volta, il famoso principe azzurro, al quale le fate hanno donato la magica spada della verità. Ciò significa che solo quando la verità assoluta raggiungerà l’umanità essa si risveglierà dal proprio torpore e tornerà a vivere la vita vera.

Alice nel paese delle meraviglie di Carroll, narra di una fanciulla, appunto Alice, che sogna di seguire il bianconiglio, costantemente frettoloso, senza tempo da perdere, di natura ambigua e indefinibile, ad esprimere l’uomo nel suo quotidiano, senza più tempo libero perchè rivolto irrisolvibilmente verso la produttività e gli impegni stressanti. Ella si ritrova in un mondo sconosciuto dove tutto è follia, popolato da strane creature e animali parlanti. Dopo infinite vicissitudini e avventure Alice si risveglierà tornando nell’ “opaca realtà di sempre“. Si tratta della narrazione di un viaggio nel subconscio, dove traspare l’incapacità umana di avere un equilibrio tra microcosmo e macrocosmo, Alice ha infatti problemi nelle varie trasformazioni per entrare ora in un ambiente piccolo, ora in uno grande. Esplicativo infine l’incontro con il Brucaliffo che le chiede “Chi essere tu?“, dimostrazione lampante del quesito universale che ogni essere umano dovrebbe porsi per prendere coscienza di se stesso, e Alice non sa rispondere. Il Brucaliffo quindi si trasforma in farfalla, simbolo della metamorfosi e del rinnovamento. Uno sfoggio della condizione umana, sempre attuale, e la costante ricerca del senso della vita, quale progetto che si rivela impossibile.

Che dire di Pinocchio? è la fiaba di Collodi e, per eccellenza il racconto di ciò che è l’essere umano. Pinocchio è un burattino e non sa di esserlo, quella è la sua realtà. Sulla sua strada seguirà gli inviti  del gatto e della volpe che assocerei alla nostra mente, contemporaneamente sente la voce della coscienza, ma non la segue, essa è impersonificata dal grillo parlante. Il messaggio divino, raffigurato nella fata turchina, non lo abbandona mai, ma non lo aiuterà più di tanto, finchè egli non si mostrerà sincero. Infine l’iniziazione, Pinocchio si getta in acqua alla ricerca del proprio creatore, viene inghiottito dalla balena e dopo svariate peripezìe, rinasce a nuova vita. Ora è un bambino, non più attratto dalla materia, ma consapevole del suo Io superiore.

La lampada di Aladino, uno dei racconti de’ “Le mille e una notte”,opera scritta pare da diversi autori. Il racconto non è altro che la metafora della legge d’attrazione, legge universale che esprime la circostanza secondo cui ciò a cui dedichi maggiormente la tua attenzione, sarà maggiormente attratto nella tua vita. La lampada che contiene il genio che esaudisce i nostri desideri è la caratteristica che tutti possediamo, la lampada siamo noi, il genio è dentro di noi, basterebbe considerarlo.

Tanti e tanti altri esempi ancora si potrebbero fare, ma quel che conta è che, anche oggi, come allora, siamo costantemente avvisati, non certo dai Media, ma dalle forme d’arte. Film come Matrix, The Truman Show, Il tredicesimo piano, Avatar. Artisti della canzone come Battiato, Rino Gaetano, Branduardi, Pink Floyd. Scrittori come Eckhart Tolle, Joe Vitale, Salvatore Brizzi, Roy Martina, Joe Dispenza, Brian Weiss, Wayne W. Dyer e molti altri, ci ricordano costantemente che c’è qualcosa di più nell’esistenza, di ciò a cui fermamente ci dedichiamo, e lo faranno sempre, perchè l’opera resta oltre chi non è più.

 

 

 

 

 

 

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